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Scilla
 

All'inizio Scilla era una ninfa, figlia di Forco e Ceto. Scilla viveva in Sicilia (secondo alcune versioni nel sud della Calabria) ed era solita recarsi sulla spiaggia di Zancle e fare il bagno nell’acqua del mare. Una sera, vicino alla spiaggia, vide apparire dalle onde Glauco, figlio di Poseidone, che un tempo era stato un mortale, ma oramai era un dio marino metà uomo e metà pesce.

Scilla, terrorizzata alla sua vista, si rifugiò sulla vetta di un monte che sorgeva vicino alla spiaggia. Il dio, vista la reazione della ninfa, iniziò ad urlarle il suo amore, ma Scilla fuggì lasciandolo solo nel suo dolore. Allora Glauco si recò all'isola di Eea dalla maga Circe e le chiese un filtro d'amore per far innamorare la ninfa di lui, ma Circe, desiderando il dio per sé, gli propose di unirsi a lei. Glauco si rifiutò di tradire il suo amore per Scilla e Circe, furiosa per essere stata respinta al posto di una mortale, volle vendicarsi.

Quando Glauco se ne fu andato, preparò una pozione malefica e si recò presso la spiaggia di Zancle, versò il filtro in mare e ritornò alla sua dimora. Quando Scilla arrivò e si immerse in acqua per fare un bagno, vide crescere intorno a sé delle mostruose teste di cani. Spaventata fuggì nell'acqua ma si accorse che i cani erano attaccati alle sue gambe con un collo serpentino. Si rese conto allora che sino al bacino era ancora una ninfa ma al posto delle gambe spuntavano sei musi feroci di cani. Per l'orrore Scilla si gettò in mare e andò a vivere nella cavità di uno scoglio vicino alla grotta dove abitava anche Cariddi.

Scilla viene descritta da Omero nell'Odissea, XII, 112 e sgg.

Scilla, come Cariddi, è anche il nome dei più famosi traghetti delle Ferrovie dello Stato, in servizio nelle acque dello Stretto di Messina

Secondo alcuni studiosi, la collocazione del mito di Scilla e Cariddi presso lo stretto di Messina sarebbe dovuta ad un'errata interpretazione: l'origine della storia potrebbe in realtà avere avuto luogo presso Capo Skilla, nel nord ovest della Grecia.Questa teoria ,suggerita da Tim Severin contraddice molte fonti tradizionali,in particolar modo il terzo libro dell'Eneide,scritto nel primo secolo d.c da Virgilio nel quale l'eroe troiano riceve l'ordine di non attraversare lo stretto per evitare Scilla e Cariddi. Scilla appare pure nel viaggio di Ulisse che, spinto da cattivi venti mandatigli da Poseidone, si trova costretto a rifugiarsi in una grotta. Nella grotta lui e i suoi compagni sentono il lamento di un cucciolo e si avvicinano, ma il lamento si scopre essere una trappola di Scilla, che divorerà sei marinai.